Il territorio friulano, inizialmente infrastrutturato solo dalla rete delle rogge e dei mulini, ai primi del Novecento ha visto la costruzione di nuove tipologie di edifici legati all’industria e alla produzione di energia. La pubblicazione, dopo aver delineato entro un quadro generale i processi di trasformazione economici e ambientali connessi a tale sviluppo territoriale, prende in esame la realizzazione delle prime centrali idroelettriche, in cui funzioni produttive e ruoli simbolici si integrano nella forma di nuove architetture. Viene presentata poi una schedatura di tali edifici e delle opere idrauliche connesse, analizzando con particolare approfondimento quelle costruite lungo l’asta fluviale del fiume Cellina e oggi dismesse (Malnisio, Giais e Partidor). Il volume, corredato da un ricchissimo repertorio iconografico (oltre settecento immagini), da disegni storici, da rilievi di architetture e dettagli costruttivi, rende ragione del grande valore architettonico e ambientale di quelle che, all’epoca, erano progettate e considerate nell’immaginario collettivo come le nuove ‘cattedrali dell’energia’.

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Contribuendo alla comprensione della loro genesi, del ruolo funzionale e delle valenze costruttive, la pubblicazione fornisce inoltre le basi conoscitive necessarie per elaborare nuove chiavi di lettura, finalizzate al recupero sostenibile.

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