Il volume ripercorre l'evoluzione del progetto del blocco intensivo di abitazione e della forma della città che scaturisce dalla sua aggregazione. Approfondire questa tipologia abitativa, ha un senso perché, forse come nessun'altra architettura moderna, nonostante gli sforzi di alcune generazioni di progettisti, essa ha finito non solo per mancare tutte le aspettative di cui era stata caricata, ma lo ha fatto in modo così eclatante da diventare addirittura, essa stessa il simbolo di un fallimento ben più ampio del Movimento Moderno, e implicitamente di tutta l'architettura del Novecento. Insomma, nessuno degli edifici che rappresentano, nell'immaginario delle persone, l'architettura moderna è stato così totalmente rifiutato, quanto il blocco residenziale intensivo, in primis da quelle stesse persone che erano destinate ad abitarli.

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E in questo rifiuto si può misurare la distanza profonda fra i contenuti ideali secondo i quali erano stati progettati e costruiti, e la loro percezione da parte di coloro - gli abitanti - per i quali quei principi erano stati sviluppati. Eppure, se si segue la traccia delle note che seguono, si potrà verificare quanto la critica sia stata ingenerosa verso architetture che ancora oggi raccontano che una differente storia era possibile, soprattutto in quelle periferie, dove al contrario, spesso, quei blocchi residenziali sono divenuti fonte di degrado urbano e sociale, per motivi che esulano la loro specificità architettonica e urbana, e che hanno più a che fare con la sfera della politica e dell'economia.

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