Fotografare significa in primo luogo vedere e fissare uno sguardo. E quel particolare modo di vedere la realtà del fotografo diventa anche dello spettatore che guarda l'immagine di quella visione riprodotta. Per cui si deve pensare che in questa correlazione s'istituisce una "induzione" dello sguardo, tramite un processo selettivo. L'azione del fotografo si ripercuote direttamente sull'osservatore, che viene guidato in quella direzione precisa e fissa: la fotografia diventa in questo scrittura, trasmette concetti diretti. In questo la fotografia è l'arte del sapere dove stare, perché si costruiscono punti di vista, e le immagini possono divenire a loro volta dei luoghi da cui guardare oltre. Prima di scattare un foto si è già formata la "messa in scena" nella nostra mente, è stata immaginata. In quest'opera s'indaga sul rapporto tra la fotografia e l'architettura, il contesto e la rappresentazione, la lettura e l'interpretazione delle immagini fotografiche, intrecciando le considerazioni critiche con una serie di fotogrammi sull'architettura contemporanea delle città europee eseguiti dall'autore.

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