L'intelligenza artificiale a confronto con l'intelligenza umana rivela la propria natura di essere piuttosto una "razionalità artificiale", utile agli esseri umani, ma non ad essi equiparabile per fantasia, sensibilità e creatività. Il volume si pone una serie di interrogativi sulla cosiddetta intelligenza artificiale da diversi punti di vista, indagando gli ambiti come la produzione artistica, l'economia, la sfera giuridica, l'informazione, la medicina, l'ambiente, che sempre più si avvalgono di programmi informatici. Con i saggi di Carlo Zaghi, Federico Tulli, Andrea Ventura, Federico Fiori Nastro, Caterina Medici, Luca Guiducci, Dori Montanaro, Matteo Tortoli e Alessio Ancillai. L’idea che accomuna gli autori del volume è che, per affrontare le sfide poste da questo nuovo capitalismo, sia necessario rispondere a due domande preliminari.
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La prima verte su che cosa sia l’intelligenza umana e in che cosa essa si distingua da quelle funzioni che utilmente possono essere svolte dalle macchine; la seconda su quale benessere umano vada perseguito, oltre il piano assolutamente necessario della soddisfazione dei bisogni, cioè dell’eliminazione di ogni sofferenza dovuta a malattie, privazioni e povertà. Le due domande sono intimamente collegate tra loro. La visione antropologica che sottende la ricerca proposta nel volume, infatti, è legata alla teoria della nascita proposta da Massimo Fagioli fin dal 1972, nella quale da un lato si contesta il dominio della ragione sul pensiero umano, dall’altro si propone un’idea del benessere legata alla realizzazione delle esigenze, connessa allo sviluppo di quelle realtà mentali non razionali che distinguono gli esseri umani dalle altre specie viventi
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