Il Welfare scandinavo è presente da molti decenni nel dibattito politico-sociale, come progetto di coesione sociale e di sviluppo di una società solidale, ricca e armonica. Nell'ultimo ventennio ha dovuto affrontare crisi da cui è uscito, più vitale di prima, come carattere fondamentale di una particolare idea di innovazione e di adattamento competitivo nell'ambito dell'integrazione europea e della globalizzazione. è stato quest'ultimo successo - sia pur meno pubblicizzato, per esempio, del riformismo di Blair - a rinnovare l'interesse per le società scandinave, e ciò sia in una prospettiva di conoscenza storica, sia come proposta destinata ad arricchire un peculiare modo europeo di competere nell'economia globale. In questo volume è possibile individuare nel progetto-Welfare potenzialità capaci di portarlo oltre il tradizionale contesto nazionale-keynesiano, attualizzando così l'interesse del resto dell'Unione europea per la Scandinavia, e permettendo parallelamente agli scandinavi di aprirsi all'Europa in modo più propositivo e dunque meno circospetto e diffidente.

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