Dopo aver scritto Goldfinger – e molto prima che Broccoli e Saltzman, a Hollywood, cominciassero a darsi da fare – Ian Fleming aveva capito che la sua creatura era pronta per il cinema, e aveva lavorato a una sceneggiatura. Lo spunto poteva anche essere preso da un incidente qualsiasi (e infatti, Bond finisce in un rehab per disintossicarsi da fumo e alcol, con una cartella clinica quasi identica a quella del paziente Fleming, ricoverato da poco per problemi analoghi). Il plot poteva ruotare intorno a un pretesto abbastanza semplice – il furto di un bombardiere atomico e delle sue due testate. Ma tutto il resto, il cinema essendo il cinema, andava un po’ irrobustito. Così, al posto della logora Smersh ecco entrare in scena la più strutturata Spectre (dove confluiscono «elementi della sSmersh, della Gestapo, della Mafia e della Triade»): e a compensazione del superlavoro, a 007 non tocca la solita Bond girl, gliene spettano addirittura tre, una più soddisfacente dell’altra. Ma nessuna, inutile dirlo, esplosiva quanto Domino.

Dello stesso autore...


VEDI TUTTI

Novità dello stesso editore


5

Your Cart

    Product Price Quantity Total
× Tutte le poesie 28,50 
-
+
28,50 
× Storia degli ebrei italiani 19,00 
-
+
19,00 
× Stanotte guardiamo le stelle 14,30 
-
+
14,30 
× Tutte le opere 18,50 
-
+
18,50 
× Summa di Maqroll il gabbiere 16,60 
-
+
16,60 
Empty Cart

Your cart is empty