
Questo volume – al pari di quello che lo accompagna, Le orme di Prospero. Le nuove letterature di lingua inglese: Africa, Carabi, Canada – si configura come diario di un viaggio d'esplorazione, 'verso gli Antipodi' appunto. Un diario che, ancora e di nuovo, annota un rapporto difficile e complesso con l'Inghilterra – di conflitto politico aspro, nel caso dell'India, di graduale distacco, per quanto riguarda l'Australia e la Nuova Zelanda – e un peculiare sforzo nell'edificazione di un'identità culturale e nazionale. Se poi, nel corso dell'esplorazione, si potrà forse constatare una più pronunciata maturità di una letteratura rispetto alle altre (di quella indiana, come già è accaduto di fare e proposito dell'esperienza dell'Africa), non di meno ben si vedrà come il legame con la cultura nativa rappresenti comunque l'orizzonte di un grande laboratorio linguistico e letterario.
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Per entrare nello 'spirito del luogo' il lettore dovrà in ogni caso compiere una sorta di dislocazione di prospettiva, rinunciare all'eurocentrismo, all'esotismo, al 'filtro ingannevole' di Kipling, di Forster o di Lawrence, dovrà guardare questi mondi con occhi nuovi, accettarne la lontananza non come un limite necessario, ma come un'occasione di arricchimento, un ampliamento dello sguardo che s'interroga sull'arte e l'artista e, attraverso di loro, sulla condizione umana alla fine del millennio.
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