Ennio Rovere sta per morire e fa testamento. Ha impiegato l'intera esistenza a costruire un sogno, mettere su un mobilificio di successo che porti il suo nome, e ci è riuscito, occupandosi della costruzione di mobili Chippendale in puro stile inglese, in Brianza. Con la crisi, però, l'azienda è stata costretta a riciclarsi dandosi alla produzione di oggetti diversi ma sempre ugualmente utili: oggetti essenziali per il momento dell'ultima dipartita, inossidabili e imprescindibili. Ennio Rovere si è fatto da solo, ha fatto carriera anche se la sua vita non sempre è stata facile. Ha avuto amori più o meno fortunati, mogli più o meno fedeli, figli più o meno litigiosi, collaboratori più o meno capaci.

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Con il testamento, ora, ha l'occasione di rimettere tutti in riga: dalla prima moglie all'esuberante donna di servizio, dal figlio minore allo zelantissimo autista, dal dentista personale al cane devoto. Con la scusa di distribuire in maniera equa il suo patrimonio, il protagonista di questo libro ripercorrerà per iscritto la propria esistenza, intrecciando dinamiche familiari e lavorative, premiando quanti hanno davvero meritato il suo affetto e punendo senza pietà tutti gli altri, senza risparmiarsi neppure nel giudizio. Ormai, questo è chiaro, non ha più nulla da perdere.

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