L'originale figura del letterato napoletano Vittorio Pica (1862-1930), esteta e fautore di un'"arte aristocratica", critico "all'avanguardia", animatore di riviste, traduttore, collaboratore di editori, è analizzata in questo volume nelle molteplici forme intellettuali assunte dal suo lavoro (dalla voracità bulimica al plagio, all'umorismo, alla censura e all'autocensura), e soprattutto, nelle sue caratteristiche di scettico e di sognatore visionario. Le verifiche testuali e le indagini archivistiche e bibliografiche compiute dall'autore allargano la prospettiva critica allo spazio storico-geografico dell'area napoletana, di cui Pica (così come, su un diverso versante, Croce) rappresenta la tradizione culturale cosmopolitica e uno dei paradigmi della modernità.

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