A partire dal 1965, nel suo studio di Varsavia, Roman Opalka decide di rappresentare lo scorrere del tempo attraverso un processo che lo vede dipingere su tele che l'artista chiama "dettagli" - tutte di uguale dimensione corrispondente alla porta del suo studio - la progressione numerica dallo zero all'infinito. Nell'evoluzione del suo lavoro, in mostra presso la Galleria Michela Rizzo di Venezia a partire dall'1 giugno, si possono distinguere fasi diverse: nelle prime tele i numeri sono dipinti in bianco su un fondo nero, dal 1968 il nero viene sostituito dal grigio, mentre dal 1972 l'artista attenua via via il contrasto tra numeri e sfondo fino quasi ad annullarlo del tutto. Il catalogo della mostra è composto da un ricco apparato iconografico e dai testi di Bruno Corà, Lórand Hegyi e Ludovico Pratesi.

Nessuna informazione sull'autore
(o prodotto da eliminare e ricreare)

Dello stesso autore...


Novità dello stesso editore


8

Your Cart

    Product Price Quantity Total
× Un pensiero al giorno (per donne che amano troppo) 9,50 
-
+
9,50 
× Tra loro 7,60 
-
+
7,60 
× Settembre 1943 11,40 
-
+
11,40 
× Storia del mondo contemporaneo 20,00 
-
+
20,00 
× Tutto il tempo del mondo 16,20 
-
+
16,20 
× Sistemi impiantistici nell'architettura 40,00 
-
+
40,00 
× Storia (parecchio alternativa) della letteratura italiana: dalle sbornie di Dante alle amanti di Foscolo, dalla sorella di Pascoli alla costola di D'Annunzio 14,30 
-
+
14,30 
× Una stella sul parco di Monte Morris 8,80 
-
+
8,80 
Empty Cart

Your cart is empty