L'invenzione del teatro costituisce una delle eredità irrinunciabili che l'Occidente moderno ha attinto dalle antiche civiltà dei greci e dei latini. L'esperienza spettacolare attica viene assimilata dai tragediografi e dai commediografi romani, che vi conferiscono l'impronta originale della propria creatività e di un universo civico e religioso profondamente mutato rispetto a quello ateniese. Focalizzando l'interesse sulle personalità e sui generi di maggior rilievo, il volume propone un quadro esauriente della spettacolarità greca e romana, che presta attenzione tanto all'aspetto drammaturgico che alla messinscena.

