Di impianto tardo-cinquecentesco e documentata in forme simili a quelle attuali nella cartografia del primo Settecento, la villa divenne nell'Ottocento proprietà dei Papadopoli e qui Radetzky nel 1849 firmò il trattato della resa di Venezia. A ricordo di questo evento sulla facciata della villa c'è una epigrafe e all'interno un vano ha mantenuto il nome di "studiolo Radetzky". Nel 1940 fu donata dal padre a Clara Agnelli in occasione delle sue nozze con il principe Tassilo Von Fürstenberg, da cui successivamente prese il nome. Le trasformazioni apportate nel tempo a villa Fürstenberg, intesa quale insieme unitario del complesso architettonico e del suo parco, testimoniano come in essa sia stata operata la conversione da "casa dominicale" a "villa", in continuità con una tradizione più aulica e antica.

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La pubblicazione esce in occasione dell'intervento di rifunzionalizzazione del complesso che costituisce villa Fürstenberg e offre un esempio di valorizzazione di una villa veneta di recente trasformata in sede direzionale. Vengono qui illustrati non solo gli aspetti storici e artistici, ma anche i criteri e gli strumenti adottati in fase di progettazione e di realizzazione, finalizzati al mantenimento delle caratteristiche formali e costruttive dell'edificio, anche in presenza di un cambio di destinazione d'uso dello stesso.

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