Il 12 agosto 1944 un reparto di SS si rese protagonista di uno dei più efferati e massicci eccidi di civili perpetrati nell'Europa occidentale occupata: a Sant'Anna di Stazzema, in Versilia, vennero trucidate più di 400 persone, in maggioranza donne e bambini. L'enormità e la stessa apparente illogicità dell'eccidio hanno contribuito nei decenni successivi - assieme ai limiti oggettivi di una storiografia ancora impreparata ad affrontare queste tematiche - a mantenere sotto molti aspetti incerte la dinamica dell'episodio, l'identificazione del suo contesto cronologico, l'attribuzione specifica delle responsabilità. Le stesse vicende giudiziarie legate alla strage hanno conosciuto aspetti inquietanti, culminati nella nota vicenda dell'"armadio della vergogna" contenente fascicoli giudiziari a lungo occultati per motivi legati a una malintesa ragion di Stato. Questo volume, che vede la partecipazione di qualificati studiosi italiani e tedeschi, può dirsi il primo contributo ampiamente documentato in una direzione nuova, orientata a far luce su tutti gli aspetti dell'episodio: un atto sicuramente doveroso anche nei confronti delle vittime dell'eccidio.

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