«Il re della festa non è Thomas Mann». La morte a Venezia, sostiene Mario Isnenghi, è un fecondo genere letterario, ma, se usato come criterio di verità storica, diventa un veleno mortifero, una falsa coscienza, un’altra faccia della consuetudine tutta italiana all’autodenigrazione. Chiamando in causa eventi, luoghi, personaggi tra la fine del Settecento e i giorni nostri, Isnenghi fornisce plurime e contrastanti prove dell’esistenza della vita a Venezia, delle sue identità mobili, e mostra come le origini del mito della decadenza non si trovino affatto nella storia della città, perché da molto tempo la storiografia attesta che nell’Otto-Novecento Venezia non ha cessato di vivere con la fine della Serenissima, ma ha continuato a esistere, sebbene in maniera diversa.

Leggi di più

Un percorso appassionante e sorprendente tra raid, idrovolanti e dirigibili, donne borghesi illuminate ed emancipate, il rapporto con Milano, l’avanguardia di viabilità, fabbriche e porti, la vita intellettuale di campielli e calli, dalla «Repubblica di Santa Margherita» all’invenzione del Lido fino all’antifascismo e alla Resistenza, tra mille personaggi come Pietro Selvatico, Giuseppe Volpi e D’Annunzio, veneziano d’elezione che vaticinò il futuro della città. Una visione europea e mondiale di Venezia, una rielaborazione critica della sua storia che assume ancora più valore oggi davanti al suo necessario ripensamento.

Leggi di meno

Dello stesso autore...


VEDI TUTTI

Novità dello stesso editore


2

Your Cart

    Product Price Quantity Total
× Va', metti una sentinella 17,10 
-
+
17,10 
× Storia delle donne in Occidente 15,20 
-
+
15,20 
Empty Cart

Your cart is empty